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Indirizzo: |
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Colle San Bartolo - Pesaro (PU) |
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Telefono: |
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0721/69341 (c/o IAT) |
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Notizie Storiche Fu costruita a partire dal 1530 c., su incarico di Francesco Maria I Della Rovere ed Eleonora Gonzaga, da Girolamo Genga per assolvere le esigenze più tipiche del vivere in villa delle corti rinascimentali. La nuova fabbrica viene ad affiancarsi alla preesistente villa sforzesca che in questo medesimo periodo verrà restaurata dallo stesso Genga ed adibita prevalentemente a funzioni domestiche.
Descrizione e storia dell'edificio L'edificio si configura in realtà come sovrapposizione di due momenti storici e di due realtà architettoniche: al corpo quattrocentesco voluto da Alessandro Sforza e rispondente ai canoni di un'architettura di fortificazione, se ne è sovrapposto un secondo commissionato nel 1530 dai Della Rovere a Girolamo Genga, che cura - oltre al progetto architettonico - anche l'ideazione e il coordinamento della decorazione interna. La villa roveresca - su 4 livelli di cui i due superiori occupati da giardini e quelli inferiori dalla zona abitativa - è concepita come un organismo chiuso da mura di cinta e viene collegata all'Imperiale vecchia con un corridoio pensile che conduce al secondo giardino.La facciata è scandita da cinque archi con volte a lacunari. Fra il 1529 e il 1532 furono modificate otto stanze, che secondo il progetto di Genga vennero illusionisticamente trasformate. La villa è corredata inoltre da un giardino di gusto prettamente rinascimentale. Patrimonio Alla base dell'impostazione genghiana esiste il preciso intento di realizzare un saldo rapporto di corrispondenze fra struttura architettonica e paesaggio naturalistico, che spesso viene cercato anche nelle decorazioni pittoriche delle otto sale della villa vecchia: del Giuramento, delle Cariatidi, dei Semibusti, studiolo, degli Amorini, delle Fatiche di Ercole, dei Fiumi, della Calunnia. Al lavoro partecipano artisti come i fratelli Dossi, Francesco Menzocchi, Raffaellino del Colle, il Bronzino, Camillo Mantovano. Con il passaggio della villa al papato, l'edificio ha subìto vistose trasformazioni, fra cui la creazione di celle, mense, camere, dispense e oratori; la scomparsa di stucchi, affreschi e decori; la costruzione di un nuovo piano a livello delle terrazze; la trasformazione di una delle otto sale affrescate in luogo atto alla coltivazione di bachi da seta. Queste trasformazioni furono eliminate nel corso degli interventi di ripristino fatti eseguire fra la seconda metà del XIX e i primi anni del secolo successivo ad opera della famiglia Albani: lavori documentati da un'iscrizione nella trabeazione del prospetto principale posta nel 1903 accanto a quella composta dal Bembo per Eleonora Gonzaga. Presso la villa é custodito l'archivio privato del papa Clemente XI (Giovanni Francesco Albani) e la Fondazione Ente Olivieri ne sta operando la riproduzione digitale. I risultati del lavoro sono consultabili al sito www.archivioalbani.it
Stato attuale Attualmente in perfette condizioni di agibilità, la villa è residenza estiva della famiglia Castelbarco Albani. Per volere della stessa famiglia fu sottoposta a lavori di ripristino eseguiti per ricondurla al suo originario splendore. Ulteriori restauri si sono resi necessari dopo la seconda guerra mondiale, in seguito a danni riportati tanto dalla parte sforzesca quanto da quella roveresca dell'edificio; si segnalano anche i restauri apportati agli affreschi rinascimentali ad opera del Gabinetto di Restauro di Firenze. Visite guidate 2008
Ogni mercoledì dal 21 maggio al 24 settembre / partenza: ore 16.00 Piazzale della Libertà, Pesaro / prenotazione obbligatoria, posti limitati. Venerdì: 23 - 30 maggio; 13 - 20 giugno; 11 - 18 luglio, 8 - 15 agosto; 5 - 12 settembre / punto d'incontro: Villa Imperiale > visita guidata alle: 16.30 / prenotazione per gruppi consigliata.
Informazioni e prenotazioni CENTRO IAT, Piazzale Libertà, Pesaro tel. 0721.69341 Fax 0721.30462 e-mail: iat.pesaro@regione.marche.it |
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